COS’È IL DOLORE

Condividi su:
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

COS’È IL DOLORE

Il dolore è sicuramente il tema dominante nella professione dell’osteopata (e/o fisioterapista); è raro, però, trovare spiegata la sua definizione.

Molto spesso ci si sofferma sulle declinazioni specifiche del dolore così da intercettare di volta in volta l’interesse di chi soffre di sciatica, lombalgia, lesioni alle spalle, dolori cervicali, eccetera.

È già stato preso in considerazione il suo significato simbolico: il dolore come una “sveglia” che obbliga il soggetto ad attivarsi in un processo di cambiamento del proprio stile di vita e di miglioramento.

Soffermarsi a spiegare cosa c’è dietro la parola dolore offre al soggetto una maggiore comprensione di quello che sta vivendo e lo aiuta a calibrare le proprie aspettative.

DEFINIZIONE

Secondo la IASP (International Association for the Study of Pain) il dolore è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata, o simile a quella associata, ad un danno tissutale, reale o potenziale.

Emerge immediatamente la complessità del fenomeno che, forse con leggerezza, chiamiamo dolore.

In primis va sottolineato come esso sia un’esperienza soggettiva che dipende non solo dagli stimoli provenienti dalla periferia, ma anche dalla componente emozionale. In quest’ultima rientrano le esperienze passate, la gravità percepita, il contesto in cui tali esperienze sono vissute, e ciò che viene riferito da persone di cui ci si fida (“il medico ha detto che non posso più sollevare pesi”, “mi hanno detto che ho le cartilagini di un vecchietto”, “non preoccuparti, ci sono passato anch’io, non è niente”, “una mia amica c’ha messo un anno e mezzo a venirne fuori”).

Il dolore è quindi il risultato di un’elaborazione del cervello che nasce dall’interpretazione di un segnale di pericolo, messo a confronto con le esperienze precedenti, le credenze e il contesto in cui viviamo.

Dolore e nocicezione sono due fenomeni distinti. Il danno tissutale e il dolore percepito possono essere molto distanti l’uno dall’altro, fino alla percezione di dolore in assenza di un danno tissutale. Ciò non significa che il soggetto “si inventi” il dolore; è proprio per questo che è importante che conosca alcuni aspetti teorici che sottendono alla sua esperienza. Nello specifico, ancor prima di essere trattato, il soggetto può essere informato riguardo i diversi livelli che influenzano il dolore: fattori non solo biologici, ma anche psicologici e sociali.

Una persona adeguatamente informata può così riformulare l’idea che si era fatta della propria condizione e aprirsi a nuovi comportamenti, tornando magari a muoversi e abbandonando un’ipersensibilità ansiosa che la portava a vivere negativamente anche le sensazioni più innocue.

Concludendo…

Alla luce di questa complessità, appare evidente quanto sia fondamentale affidarsi ad un osteopata esperto e adeguatamente formato, capace non solo di applicare tecniche manuali, ma anche di comprendere, spiegare e contestualizzare il dolore all’interno della storia del singolo individuo. Un professionista con solide basi scientifiche e cliniche è in grado di guidare il soggetto in un percorso consapevole, integrando valutazione, trattamento ed educazione, e contribuendo così a ridurre la paura, migliorare l’aderenza al percorso terapeutico e favorire un recupero funzionale più efficace e duraturo.

Mirco Boccolini osteopata, laureato in scienze motorie e nutrizione, a Mestre Venezia e Treviso.

I nostri partner

OSTEOPATA TREVISO MIRCO BOCCOLINI

GINOCCHIA, CARTILAGINI… OSTEOPOROSI.

MOVIMENTO-MEDITAZIONE CONTRO LO STRESS

POSTURA: PIEDE ORGANO DI SENSO

RADIOGRAFIE E RISONANZA DALL’OSTEOPATA

NON SOLO CERVICALI: TRATTAMENTO DEL NERVO VAGO