In osteopatia esistono alcune tecniche che probabilmente sono le più conosciute dal pubblico, forse le più associate alla manipolazione osteopatica, sicuramente le più sceniche, sto parlando di quelle manipolazioni che portano al classico rumore “Crack“. Tecniche strutturali dirette ad alta velocità e bassa ampiezza (HVLA). Tecniche che attraggo alcuni e intimoriscono molti.
Fortunatamente per i pazienti e per i terapeuti l’osteopatia fa sua una grande varietà di tecniche, dalle più dolci alle più, apparentemente, aggressive. In questo modo si possono sempre trovare le giuste metodiche a seconda della problematica ma soprattutto a seconda del paziente. Detto ciò, quasi sempre quando si fa un “thrust” su un’articolazione, così si identifica in gergo osteopatico lo schioccare, arriva la domanda: “Ma non fa male? Ma non è pericoloso schioccare il collo? Ma non viene l’artrosi?”
Ecco il link di un video che spiega l’origine del rumore articolare e propone una risposta alle amletiche domande presentando l’esperienza di un estroso medico statunitense che per anni ha schioccato le dita di una mano, e non dell’altra.
Il “crack” è dovuto al collasso di bolle gassose all’interno della capsula articolare; e la risposta alle domande scritte sopra sembrerebbe essere “No”. Uso il condizionale perché bisogna ricordare che il caso singolo in medicina non ha valenza statistica. Comunque alla fine della sua esperienza, dopo ben 60 anni a schioccare una mano preservando l’altra, non vi erano differenze sostanziali tra le ossa delle due mani.
Per quanto riguarda l’utilizzo delle tecniche strutturali dirette in osteopatia, ovviamente è diverso che schioccare ripetutamente e nervosamente le articolazioni delle dita. Le vertebre ad esempio sono in stretta relazione con la sfera neurologica e importanti strutture del sistema nervoso (radici midollari, catena gangliare simpatica). La manipolazione diretta ha come fine quello di ridare libertà di movimento alle articolazioni: siano esse dei piedi, di un braccio o del collo. Se si parla di colonna vertebrale questa libertà viene dalla stimolazione di circuiti nervosi che spengono lo spasmo (non si riposizionano le ossa); l’azione invece è più meccanica quando si parla di articolazioni distali. Vale la pena ricordare, tra l’altro, che non sarà lo schiocco a rivelare o meno la riuscita della manipolazione.
Un consiglio importante, prima di affidare magari la vostra cervicale nelle mani di un volenteroso professionista, è ovviamente sapere chi avete davanti. “To thrust” spingere, forzare, ma se togliamo l’H “To trust” significa proprio fidarsi. Quindi, in mancanza di un percorso universitario strutturato e standardizzato, per potersi fidare è bene sapere quale sia stato il percorso di formazione? Quale scuola abbia frequentato? E perché no, che esperienza abbia? Magari il professionista lavora con una squadra di rugby e il paziente è una signora di 85anni…